Una politica di qualità passa dai partiti, non dalla Costituzione.

VOGLIA DI ANDARE VIA

Che si stia pensando di votare Sì o di votare No al Referendum Costituzionale del 4 dicembre, penso comunque che ci debba essere una richiesta unanime: la classe politica deve essere di qualità. E questo è un compito dei partiti, non della Costituzione.

Del ballottaggio di Roma…

ATTENZIONE: POST CHE POTREBBE ATTIRARE CRITICHE!
Preciso subito: non abito e non voto a Roma e non mi piacciono troppo gli endorsement “fuori sede” in occasione di elezioni amministrative, ma qualcosa balza subito all’occhio nel ballottaggio Raggi-Giachetti.
Nutro da tempo grande stima (che rimane immutata) per Ignazio Marino e Giuseppe Civati (vorrei poter dire lo stesso invece per Massimo D’Alema ma fatico di più 🙂 …), li ho sostenuti con convinzione e senza reticenze in battaglie dentro il PD, anche quando non era di moda, nè conveniente e continuo ancora adesso a pensare che, da quando hanno lasciato il partito, la nostra sia una comunità politica più debole e meno attrattiva.
Quando però si deve scegliere chi amministrerà la tua città per i prossimi 5 anni, penso che un politico, ancor più di un cittadino, debba valutare il programma e le capacità del candidato sindaco di governare. E in un ballottaggio le possibili scelte sono ridotte a due.
In questi giorni ho cercato, molto laicamente, di farmi un’idea (ripeto, da non romana) tra il programma di Virginia Raggi e Roberto Giachetti, l’approccio ai tanti problemi di ‪#Roma‬ dell’una e dell’altro. Non so se Roberto Giachetti potrà fare meglio di Ignazio Marino, so però che dà di certo più garanzie della Raggi e di quanto ne consegue.
Io, per mandare segnali a Matteo Renzi (e penso di averne mandati molti in questi anni…), non utilizzo le elezioni amministrative romane: io, se abitassi a Roma voterei per Roberto Giachetti.