Queste vite valgono meno delle nostre?

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Alcuni sono brave persone, altri sono normali, poi c’è pure qualche scemo. Alcuni hanno sogni e obiettivi, altri vivono alla giornata. Alcuni hanno voglia di lavorare, altri sono pigri. Ci sono quelli onesti, quelli così così, quelli disonesti. Tra loro ci sono geni, quelli che non sanno fare una O con un bicchiere e quelli che se la cavano. Come in qualsiasi campionario umano. Come in qualsiasi nostra città, paese, quartiere, condominio, famiglia. C’è solo una cosa che li distingue da noi: loro muoiono. Perché la loro vita non vale nulla dove vivono e vale ancora meno su un gommone sbattuto a mare. Loro muoiono, mentre noi con la bava alla bocca facciamo gara a chi li odia di più. Loro muoiono, mente noi fingiamo di non sapere che il nostro benessere si fonda su disuguaglianze mondiali insostenibili. Loro muoiono, mentre noi urliamo che non li vogliamo e che siamo spiacenti, ma devono stoicamente sopportare le disuguaglianze di cui sopra.
Rogers scriveva che ogni essere ha un innato desiderio di vita, che nulla puó soffocare. Se lasci una patata al buio in una stanza con un solo spiraglio di luce, diceva, vedrai comparire sulla sua superficie un germoglio che cresce in quella direzione. Perché persino una patata vuole migliorare la propria esistenza.
Queste vite non valgono meno della mia. Chi non ha la forza di affermare lo stesso, non è morto su un gommone per uno strano scherzo del destino, ma è morto dentro.

Io non credo, ma oggi le mie preghiere laiche sono per voi.