PD 2013 Vs. PD 2018…

In questi giorni stavo pensando che, nonostante i miei 13 anni in meno rispetto a Matteo Renzi, posso, serenamente e pacatamente, auto-definirmi “rottamata”. Questo mi dà la libertà di fare un’analisi franca sull’attuale situazione del PD e su cosa è avvenuto negli ultimi 5 anni.
 
5 anni fa, il PD modenese organizzò coraggiosamente (anche grazie alle pressioni di alcuni) le primarie per i parlamentari in vista delle elezioni politiche del 2013. Ai contendenti venne legittimamente chiesto di raccogliere quasi 500 firme in tre giorni a supporto della propria candidatura; io, supportata da nessuno e senza mancare un’ora dal lavoro, ne raccolsi la metà. Mi sento ancora riconoscente verso chi firmò e anche verso chi allora propose al partito locale di ammettermi comunque alla corsa. La proposta venne respinta, e va bene così.
 
parlamentarie
Non è la mia vicenda che deve interessare, ma il fatto che invece oggi, a campagna elettorale iniziata, non è stata ancora avviata nessuna forma di consultazione di iscritti ed elettori su chi verrà candidato, come e dove (questioni non da poco, vista l’astrusa legge elettorale che ci ritroviamo). Non è chiaro neanche se ci saranno sedi nelle quali esprimere un parere “di peso” sugli uscenti.
Nel periodo peggiore per la credibilità della politica, alla vigilia di una campagna elettorale da coltello tra i denti, a Roma i vertici nazionali (di tutti i partiti sia ben chiaro!) hanno già definito i candidati e, con un po’ di approssimazione, anche chi verrà eletto. La possibilità per chi sta sul territorio di incidere su questo processo è a dir poco labile a questo punto.
 
Questo (e altre cose) per me sono la dimostrazione che la “cura Renzi” di questi 4 anni non ha particolarmente giovato alla nostra comunità politica: siamo arrivati ad utilizzare metodi più “vecchi”, persino di quelli che speravamo di “rottamare”.
Pazienza, ma che nessuno veda un pericolo in questo, mi preoccupa moltissimo, al pari del rischio di una possibile vittoria delle forze populiste.
Non c’era tempo di pensare alle parlamentarie? Sarà, ma la scadenza di questa legislatura era nota e “programmata”, mentre 5 anni fa dovemmo persino fare i conti con uno scioglimento anticipato delle Camere … E allora?
 
Come al solito, è un problema di volontà. In questa situazione c’è chi soffre in silenzio da dentro, chi si defila, poi c’è chi ha fatto la scelta di andarsene per aprire l’ennesimo cartello della sinistra italiana. Non vedo molta angoscia per questo, anzi … Forse qualcuno sente di poter scalare più agevolmente un partito “for the few, not the many” (mi si consenta). Ma a me risulta che in una pozza con un filo d’acqua anche pochi pesci facciano fatica a sopravvivere.