Sulla campagna per il referendum costituzionale…

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Maria Elena Boschi non ha proprio detto quello che le viene attribuito. Non ha detto che “quelli (e solo quelli) che votano SI’ sono veri partigiani”, ma che tra i “veri partigiani” (nel senso che hanno fatto la Resistenza) ci sono quelli che votano SI’. Non è comunque il massimo come argomentazione, ma oggi va molto di moda fondare la persuasione politica sulla sindrome del gregge: “Non vorrai mica stare dalla parte sbagliata con la gente sbagliata, vero?”. E’ un peccato, però, che in ballo ci sia il dibattito sulla Costituzione e sull’architettura delle nostre istituzioni. Argomenti, insomma, che meriterebbero tutt’altro livello.

Non condivido gli argomenti di chi, da una parte, dice che questa riforma “salverà il paese” perchè prima c’era il nulla e adesso, invece, avremo risolto tutti i problemi, gli sprechi saranno spariti e l’Italia potrà “ripartire”. E’ una banalizzazione che, in primo luogo, spersonalizza la responsabilità di chi in questi anni ha fatto politica e l’ha fatta male e chi, invece, ha provato a farla bene. Ma è sempre stata un’abitudine di Renzi quella di buttare acqua sporca e bambino, additare un problema e “venderti” la panacea.
Mi riconosco però ancora meno in chi parla di “attentato alla Costituzione”: parliamo della distribuzione del potere, degli assetti parlamentari, dei rapporti tra Stato centrale ed autonomie. Discutiamone fino allo sfinimento, ma evitiamo di dire che la Costituzione va “salvata” da una minaccia. Questi argomenti non aiutano, non “puliscono il campo”, non ci consentono di isolare chi ha secondi e terzi fini (tipo la famosa “spallata” al Governo); aiutano, anzi, proprio chi vuole che finisca tutto in fuffa.
Non mi piace come ci stiamo approcciando a questo importante passaggio politico ed istituzionale; non mi piace vedere gente che della Costituzione farebbe coriandoli (per non dire di peggio …) che approfitta del clima per giocare agli statisti.
Un altro aspetto non mi convince: ovvero legare il risultato del referendum ai destini del Governo. Comprendo le argomentazioni del Premier e della Ministra Boschi, ma non mi trovo d’accordo: oggi non abbiamo bisogno di politici che vanno sul palco, ci “vendono” il prodotto e, se il pubblico non “compra”, allora tutti a casa. Abbiamo bisogno di politici che presentano un progetto, lo difendono e che se non ci riescono hanno l’umiltà di guardare la telecamera e dire: “Abbiamo sbagliato. Abbiamo il dovere di fare meglio”.
Altrimenti possiamo iniziare a pagare i politici coi voucher (che vanno tanto di moda …) per le loro “prestazioni occasionali e non continuative” … Stiamo dando tanto, tantissimo materiale a chi la Costituzione la odia, mentre rischiamo di non appassionare neppure uno dei cittadini che continuano a crederci.