Libertà di pensiero sì, apologia di fascismo no!

la-costituzione-italiana

Tra pochi giorni a Modena aprirà un circolo culturale di estrema destra. Si chiamerà “Terra dei Padri” e si connota già in modo piuttosto chiaro. Come già capitato in passato davanti ad eventi del genere, la nostra città reagisce in modi molto diversi: da una parte c’è la preoccupazione e la presa di posizione del mondo democratico e antifascista. Poi ci sono quelli che non vedono l’ora di alzare il livello dello scontro. Questi ultimi non devono essere in alcun modo giustificati, perché non si è antifascisti con le bombole spray, le minacce o gli insulti. La Resistenza e la Costituzione ci insegnano altro e noi a quell’esempio rimaniamo fedeli.
Bene ha fatto il Sindaco di Modena a rimarcare due questioni: a Modena la violenza non sarà tollerata, come non viene tollerata l’apologia di fascismo.
Le reazioni dei promotori del Circolo sono state unanimi: “noi non facciamo niente di male”. Allora chiedo a lorsignori di spiegarmi come mai hanno deciso di chiudere la loro festa col concerto di una band chiamata “Topi neri” i cui testi sono infarciti di frasi sicuramente casuali come “boia chi molla”, “centinaia di braccia tese”, “camerati” e altre prodezze. Questa non è arte: questo è fascismo, punto.
Facciano la loro inaugurazione; la Costituzione nata dalla sconfitta dei loro “Padri” glielo consente, ma richiama anche tutti noi alla vigilanza. Fosse per me, farei recapitare loro una copia dell’atto con cui Modena viene insignita della Medaglia d’oro alla Resistenza, con le parole che raccontano del sacrificio di centinaia di Modenesi, combattenti e civili. Così almeno avranno un ricordo tangibile della nostra storia.

Un pensiero su “Libertà di pensiero sì, apologia di fascismo no!

  1. La Carta dei Diritti dell’Uomo ai suoi artt. 19-20 rispettivamente riconosce che OGNI INDIVIDUO HA DIRITTO ALLA LIBERTA’ DI ASSOCIAZIONE POLITICA (art. 20) così come ha diritto alla LIBERTA’ DI OPINIONE E DI ESPRESSIONE, INCLUSO IL DIRITTO DI NON ESSERE MOLESTATO (v. legge Scelba) PER LA PROPRIA OPINIONE (art. 19). Questi e altri diritti contenuti nella Carta, sono stati ri-sanciti come inderogabili – quanto meno per i firmatari – nella conferenza internazionale tenutasi a Roma il 4 novembre 1950 ed entrati pienamente in vigore nel 1953. Fra le altre cose la Convenzione di Roma stabiliva che i diritti da essa garantiti, non potevano subire alcuna discriminazione fondata su razza, religione, lingua e dall’opinione pubblica (eventualmente contraria) di un determinato paese. Da ciò deriva il fatto che se anche un singolo fascista, pur avendo contro l’ opinione pubblica dell’intera nazione, pretendesse di esprimersi apertamente come tale e magari di fondare il relativo partito, ne avrebbe pienamente diritto richiamandosi ai sensi della convenzione di Roma. Anche perché la Convenzione implica necessariamente che qualsiasi legge penale o civile in contrasto con i principi sanciti dalla Carta dei Diritti dell’Uomo, debba essere abrogata almeno nei paesi firmatari e l’Italia è fra questi (v. legge Scelba)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *