Libertà di pensiero sì, apologia di fascismo no!

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Tra pochi giorni a Modena aprirà un circolo culturale di estrema destra. Si chiamerà “Terra dei Padri” e si connota già in modo piuttosto chiaro. Come già capitato in passato davanti ad eventi del genere, la nostra città reagisce in modi molto diversi: da una parte c’è la preoccupazione e la presa di posizione del mondo democratico e antifascista. Poi ci sono quelli che non vedono l’ora di alzare il livello dello scontro. Questi ultimi non devono essere in alcun modo giustificati, perché non si è antifascisti con le bombole spray, le minacce o gli insulti. La Resistenza e la Costituzione ci insegnano altro e noi a quell’esempio rimaniamo fedeli.
Bene ha fatto il Sindaco di Modena a rimarcare due questioni: a Modena la violenza non sarà tollerata, come non viene tollerata l’apologia di fascismo.
Le reazioni dei promotori del Circolo sono state unanimi: “noi non facciamo niente di male”. Allora chiedo a lorsignori di spiegarmi come mai hanno deciso di chiudere la loro festa col concerto di una band chiamata “Topi neri” i cui testi sono infarciti di frasi sicuramente casuali come “boia chi molla”, “centinaia di braccia tese”, “camerati” e altre prodezze. Questa non è arte: questo è fascismo, punto.
Facciano la loro inaugurazione; la Costituzione nata dalla sconfitta dei loro “Padri” glielo consente, ma richiama anche tutti noi alla vigilanza. Fosse per me, farei recapitare loro una copia dell’atto con cui Modena viene insignita della Medaglia d’oro alla Resistenza, con le parole che raccontano del sacrificio di centinaia di Modenesi, combattenti e civili. Così almeno avranno un ricordo tangibile della nostra storia.

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